Una mostra dove il design non è solo esposto ma vissuto ha bisogno di qualcuno che sappia trasformare un ambiente di lavoro in un’esperienza sensoriale, qualcuno che guardi un tavolo e veda una composizione, che scelga un oggetto non per riempire uno spazio ma per dargli un significato. Per “Limitless Workspace – Where Design Performs“, il progetto espositivo che durante la Milano Design Week 2026 apre Stella Santa Giulia al pubblico, quella persona è Elena Pelosi: designer, ricercatrice di materiali e direttrice artistica dello styling dell’intera esposizione.
Una visione che nasce dalla materia
Elena Pelosi è una designer di origini veneziane con Milano come casa adottiva, il cui percorso professionale è segnato da un’ampia esperienza internazionale. Dopo un inizio tra comunicazione e arte, ha trascorso oltre un decennio come creative director presso lo studio internazionale Matteo Thun and Partners, specializzandosi in architettura, product design e interior design con progetti tra Milano, Shanghai e Monaco. In quegli anni ha contribuito a definire l’identità visiva e progettuale di brand internazionali, sviluppando progetti significativi nel retail, nell’hospitality e nel residenziale.
Il suo approccio è profondamente interdisciplinare, radicato in una formazione che attraversa storia dell’arte, restauro, architettura, design e nuovi media. Da questa base nasce una visione creativa unica, dove l’attenzione ai materiali è il filo conduttore di tutto: come si trasformano, come si usano, come invecchiano, quali emozioni evocano.
Il suo studio, fondato tre anni fa, è una pratica guidata dalla ricerca: interior design, product design, art direction. Elena è anche co-fondatrice di Made in Fornace®, un brand che esprime la sua visione attraverso pezzi che celebrano materiali naturali e tecniche storiche, reinterpretando la materia tra design, moda e lifestyle. Nel 2026 parteciperà a residenze artistiche in Sichuan (Cina) e a Bizen (Giappone), lavorando con la ceramica tradizionale giapponese, a conferma di una pratica che non smette mai di nutrirsi di culture e territori diversi.
Lo sguardo che tiene insieme la mostra
All’interno di “Limitless Workspace – Where Design Performs”, Elena Pelosi ha la direzione artistica dello styling dell’esposizione. Il suo ruolo è trasversale: non un singolo capitolo, ma l’intera mostra. È lei a definire le scelte espositive, a curare le composizioni che daranno carattere a ogni spazio, a trasformare tavoli e superfici in paesaggi visivi capaci di raccontare una storia e di essere fotografati, elementi di storytelling tanto quanto di arredo.
Il linguaggio estetico che Elena porta nella mostra è perfettamente allineato all’identità del progetto Stella: matericità, materiali grezzi e naturali, colori della terra. Non è una coerenza cercata a posteriori, ma una consonanza profonda tra due visioni che condividono lo stesso vocabolario: quello di chi crede che la bellezza nasca dalla verità dei materiali e dalla cura con cui vengono messi in relazione.
Le collezioni di Elena Pelosi nella mostra: collectible design tra gli arredi
Ciò che rende la presenza di Elena Pelosi nella mostra particolarmente significativa è che non si limita a dirigere lo styling: porta nello spazio le proprie collezioni di collectible design, pezzi unici e limitati che dialogheranno con gli arredi dei partner dell’esposizione lungo tutto il percorso.
Nella Gallery Hall, i tavolini Panta Rei, con il piano in ceramica realizzato a mano in grès da argille recuperate, dove ossidi naturali si dissolvono in campi cromatici stratificati di verdi, venature bianche, nocciola, ocra e toni senesi, posati su una struttura in legno, affiancheranno le sedute modulari Sexy Meet di Quinti. Ogni piano è una composizione unica, accompagnata da un certificato che ne documenta la data di creazione e la provenienza dei materiali.
Nel Working Lab, i vasi della collezione Ouro, il cui nome deriva da Ouroboros, il serpente che si morde la coda, porteranno sulle librerie Knot di DVO la loro presenza scultorea. Realizzati combinando argille di diverse consistenze e colori, ogni pezzo rivela un paesaggio unico di colore e texture. Sempre nel Working Lab, sui tavoli collaborativi DVO saranno disposti i moodboard curati da Elena Pelosi: composizioni materiche in cornici di legno che accostano tessuti, finiture, elementi naturali e campioni dei partner, trasformando ogni piano di lavoro in una superficie narrativa da esplorare.
Nel The Stage, una scultura in argilla modellata a mano sottolineerà la centralità della persona nel percorso espositivo, portando un gesto artistico nel cuore dell’area dedicata alle attivazioni e all’interazione.
Nel Ritual Corner, l’installazione Sun, un disco di due metri in metallo espanso che esplora la presenza dell’energia come condizione percettiva attraverso luce e calore, scalderà l’atmosfera della pausa caffè, accompagnata dai tappeti Jaipur Rugs. Accanto al divano e alle sedute Quadrifoglio, Urban Remains, frammenti di cemento, pietra e ceramica recuperati da contesti di costruzione e demolizione, presentati senza restauro su supporti in ottone, porterà una nota di materia grezza e memoria urbana in uno spazio di convivialità.
In diversi punti della mostra, i profumatori Habitare, nati dalla collaborazione tra Elena Pelosi e 1981 Lab, aggiungeranno una dimensione olfattiva all’esperienza. Ogni flacone è coronato da un tappo in ceramica modellato a mano, ispirato a rocce e minerali: basta una goccia di essenza perché il materiale assorba, rilasci e respiri lentamente, accompagnando lo spazio con note di legno e incenso. A completare la presenza, le ciotole della collezione Mineralia e le cornici in legno Wood Corniche funzioneranno come elementi di styling distribuiti tra i diversi capitoli, insieme a una selezione di pietre naturali curate.
Dove il design incontra l'arte
In una mostra dove il design non è solo esposto ma vissuto e testato, il contributo di Elena Pelosi è ciò che trasforma un allestimento in un’esperienza. I suoi pezzi non decorano gli spazi: li abitano, portando una densità materica e una profondità narrativa che gli arredi da soli non possono raggiungere. È il tipo di sguardo che fa la differenza tra una mostra che si visita e una mostra che si ricorda, tra un ambiente che funziona e un ambiente che emoziona.
Come raggiungere l'esposizione
Vieni a scoprire Limitless Workspace durante la Milano Design Week e vivi il design nel suo utilizzo reale. Ti aspettiamo